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In realtà l'origine del nome non è ancora del tutto chiara, infatti in alcuni atti notarili si trova nominato come "Cadamare, Cadamaria, Cademaria, Cadamare".
Come si può evincere da un atto notarile del 1271 redatto da "Marchixius de Cadamari, già prima del 1300 esisteva un piccolo nucleo di case lungo la costa comprendente anche la zona collinare detta "Madono", "Mathono", "Materie", ora chiamata Mattone. Presso l'archivio di Stato di Torino è conservato il "Cartulario" di Giovanni di Giona, notaio di Portovenere che raccoglie alcuni documenti risalenti al XIII secolo, con riferimenti alla località ed ai personaggi del luogo.
La vita non era facile per i primi abitanti del paese che si dedicavano
prevalentemente alla pesca ed alla coltivazione degli orti e dei terreni collinari. Alcuni
svolgevano attività di costruzione e riparazione dei natanti, altri partivano come
marinai sui velieri in legno dell'epoca, restando talora lontano da casa anche per anni.
Alla fine del 1800 a Cadimare approdarono, in cerca di fortuna, numerosi pescatori
puteolani.
Ancor oggi è possibile ritrovare nel gergo
marinaresco e nel dialetto paesano tracce di questo passato. Per arrivare a La Spezia gli
antichi cadimaresi usavano la barca a remi oppure raggiungevano la città a piedi lungo il
litorale attraverso il territorio oggi occupato dall'arsenale militare. Anche per recarsi
nei paesi limitrofi, non vi erano altri mezzi di trasporto che la barca, il cavallo e...
le gambe
Fu Napoleone che ebbe l'idea di creare un importante arsenale militare a La Spezia e la strada che la collega a Portovenere. Ciò rivestì enorme importanza per il paese di Cadimare poiché lo mise in comunicazione con la città ed i paesi vicini. II tratto della strada "Napoleonica" fra La Spezia e Cadimare, prende il nome di Viale Nicolò Fieschi (signore della Spezia, vissuto nel XII secolo).
L'aspetto geografico di questi luoghi cominciò a cambiare, molti dei terreni coltivati vicino al mare lasciarono il posto a nuove case ed edifici mentre, contemporaneamente, nascevano nuove vie e scalinate che collegavano la parte bassa della frazione con la strada carrozzabile. Fin dal 1850 Camillo Benso, conte di Cavour, formulò l'idea della realizzazione di un porto militare a La Spezia. Successivamente si deve al capitano ingegnere Domenico Chiodo lo studio e la realizzarione dell'attuale Arsenale Militare inaugurato nell' agosto 1869.
Questo avvenimento giovò non solo alla città ma anche a molti degli abitanti del paese che trovarono una sicura occupazione, partecipando alla costruzione, attraverso la formazione professionale della scuola allievi operai di importanti imbarcazioni sia mercantili che militari. Al termine del primo conflitto mondiale furono costruiti i capannoni del cantiere di Giovanni Ansaldo, che in seguito vennero ampliati e sostituiti dalle strutture dell'Aeroporto militare, che rappresentava una importante base per gli idrovolanti.
Elemento caratteristico del paesaggio era rappresentato dalla "polla d'acqua dolce" descritta dallo Stoppani nel suo libro "Bel Paese" come: "la polla d'acqua dolce che fresca zampillava entro l'acqua del mare nel seno di Cadimare".
Nonostante sia stata ostruita durante la costruzione dell'arsenale militare, la polla può essere osservata quando riaffiora davanti al palazzo degli Ufficiali dell'Aeroporto, durante le giornate primaverili in cui soffia il vento di levante.
Conclusa la seconda guerra mondiale, il paese lentamente rifiorì assumendo via via l'aspetto attuale. La via principale (Via della Marina) è attraversata da stretti vicoli, "carruggi", delimitati dai muri perimetrali delle case addossate le une alle altre quasi ad esprimere un desiderio di reciproca difesa e sostegno.
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